Catasto, MinEconomia: la riforma non farà aumentare le tasse


27819I decreti per la revisione del sistema estimativo andranno in Consiglio dei Ministri il 20 febbraio 2015

La riforma del Catasto non porterà ad un aumento delle tasse. Lo ha assicurato il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, durante un’audizione in commissione Finanze della Camera.
La riforma, prevista dalla Delega Fiscale, potrebbe essere completata entro la fine del mese prossimo. Il Governo ha infatti intenzione di presentare gli ultimi decreti attuativi sulla revisione degli estimi durante il Consiglio dei Ministri del 20 febbraio.

Tra le priorità, ha spiegato il viceministro, c’è il superamento di alcune storture, come la presenza di molti immobili sopravvalutati o sottovalutati in base al loro valore di mercato reale. Allo stesso tempo, le nuove regole porteranno ad un miglioramento nella lotta all’evasione fiscale e renderanno il Paese più attrattivo per gli investimenti immobiliari.

Le rassicurazioni del viceministro arrivano dopo il confronto che ha visto contrapposte nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate e il Coordinamento nazionale interassociativo Catasto, costituito da Abi, Ance, Ania, Casartigiani, Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confedilizia, Confesercenti, Confindustria e Fiaip. Un vertice che il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha giudicato deludente perché lascia alcune incertezze sui nuovi metodi di classificazione degli immobili, in particolare quelli storico artistici..

Il coordinamento, lo ricordiamo, ha avviato un confronto in vista della ridefinizione degli estimi, che incideranno sulle tasse pagate dai proprietari degli immobili.

Ricordiamo che il fulcro della riforma del Catasto si basa sul cambiamento del sistema per la classificazione e la valutazione degli immobili. Il loro valore non si baserà più sui vani, ma sui metri quadri ed entreranno in gioco anche altri fattori, come la collocazione dell’immobile e le sue caratteristiche.

In particolare, per le unità immobiliari a destinazione catastale ordinaria (gruppi A, B e C, come abitazioni, uffici, biblioteche, magazzini sotterranei, negozi, stabilimenti balneari, tettoie e autorimesse) il valore patrimoniale degli immobili si baserà sui valori di mercato al metro quadrato per tipologia immobiliare.

A questo valore verranno applicati dei coefficienti che terranno conto delle caratteristiche edilizie dell’immobile, come ad esempio la presenza di scale, l’anno di costruzione, il piano, l’esposizione e la localizzazione. Il risultato sarà un algoritmo che, moltiplicato per i metri quadri, rilevati secondo la metodologia catastale, darà il valore patrimoniale dell’immobile.

Nelle unità immobiliari a destinazione catastale speciale (gruppo D in cui rientrano opifici, capannoni industriali, alberghi) si userà invece un sistema di stima diretta grazie all’applicazione di metodi standardizzati.

La rendita catastale sarà calcolata sulla base dei redditi da locazione medi. Il valore delle locazioni al metro quadro, cui deve essere applicata una riduzione per le spese di manutenzione e gli adeguamenti tecnici, verrà moltiplicato per la superficie e il risultato sarà il valore della rendita. Sia i valori patrimoniali che le rendite dovranno essere adeguati periodicamente.